La psicologia dell’autorealizzazione: i tre assiomi del successo

Di recente sono venuta a conoscenza di molti metodi proposti dai vari life coach e counselor che vertono sul raggiungimento del successo personale. Sono rimasta colpita da tanta varietà di corsi e percorsi e mi sono chiesta: ma quale sarà quello giusto? Se tutti vantano di conoscere i segreti del successo, quale sarà il segreto più segreto di tutti?
E soprattutto, come psicologa e come life coach, come mai non sono mai venuta a conoscenza di questi segreti dai tanti libri letti e dai tanti corsi di formazione frequentati? Mi è forse sfuggito qualcosa? Ho forse sbagliato università, scuola di specializzazione e corsi di formazione? Ce ne saranno altre che forniscono tali segreti e me le sono perse?
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Eros e civiltà: una piccola riflessione

Woman Unbuttoning Man's Pants --- Image by © Klawitter Productions/Corbis

Mi è capitato di vedere qualche tempo fa una trasmissione televisiva da titiolo “Sex advice”, una specie di reality in cui degli “esperti” danno consigli agli adoloscenti su come vivere la sessualità (anche con il nobile intento di prevenire malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate, e non solo su come provare maggiore piacere). L’età consigliata dalla speaker del programma per avere il primo rapporto completo è 16 anni, sapendo che gli adolescenti di oggi iniziano già qualche anno prima, 16 anni sembra attualmente un’età già responsabilmente matura.
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Corso d’autostima in pillole

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Pensate ad una persona che stimate moltissimo? Cosa provate per lei? Ammirazione, benevolenza, rispetto quasi sacro, devozione, fascinazione, curiosità, voglia di sapere di più, di scoprire altri segreti nascosti custoditi da cotanta personalità alta e nobile, e se ci trovassimo al suo cospetto quasi una intima sensazione di rigore e disciplina: sappiamo già cosa sia lecito fare o dire e viceversa. Pensiamo invece ad una persona che stimiamo poco: la riteniamo indegna persino della nostra attenzione, l’ascoltiamo controvoglia, ogni cosa che dice è superflua e noiosa, le attribuiamo scarso valore, anzi quasi fosse un dialogo da sopportare per la civile convivenza, se proprio non riusciamo a farle capire che non ci interessa ciò che dice.
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Come si curano i sintomi dell’ansia e del panico

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Sembra incredibile come ancora oggi la maggior parte dei medici di famiglia, della guardia medica, del pronto soccorso, e in generale quasi tutti gli specialisti,  minimizzino i sintomi dell’ansia che rientrano sia nel disturbo d’ansia generalizzata che nel disturbo di panico, senza fornire le dovute indicazioni terapeutiche, ma liquidando i pazienti con delle raccomandazioni “alla buona” (“ma lei non ha niente, torni a casa e si faccia una sana dormita”!), e con un po’ di Valium li rispediscono a casa, dove la paura per le sintomatologie fisiche li riporteranno nuovamente nelle strutture di primo intervento.
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In ricordo di Zygmunt Bauman

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Quando mi diplomai come life coach nel 2011 l’elaborato di fine corso fu un breve saggio sulla società complessa da cui poi ho estratto un articolo pubblicato sul sito dell’ente formativo “Incoaching”. Ammetto che faticai non poco a trovare una chiave di lettura positiva ai cambiamenti epocali che si erano propagati dal 2000 in poi, e di certo le mie letture sociologiche non mi hanno aiutato. Tutto si può dire della sociologia tranne che ti invogli a sviluppare un pensiero positivo dell’uomo e della società, aspetto invece centrale nel life coaching come trigger verso la proattività e il self-empowerment.
In ricordo di Zygmunt Bauman, uno dei miei grandi maestri di pensiero, riporto la mia tesina di fine corso dal titolo un po’ forzato (come forzate sono le conclusioni che oggi, rileggendole, valuto un po’ strampalate!). Buona lettura e un grazie a Zygmunt: ti ho voluto un bene incredibile e ovunque tu sia spero che il tuo pensiero attraverso altri canali, ora ignoti, riesca ad illuminare le menti cieche di chi ha convogliato la società occidentale verso tale sistema liquido, informe, globalizzato e disumano.
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Cosa lo psicologo non fa!

lucy2“Dottore mi dica cosa devo fare con mio marito, mia moglie, mia sorella, mio figlio, mia madre, mia cognata, la mia direttrice, il mio collega, la mia amica, la mia dirimpettaia, il mio coinquilino, il mio confinante, il mio cane, il mio gatto, la mia piantina di rose selvatiche? Mi dica proprio cosa devo fare la prego? Sono loro che si comportano male, che non fanno quelle che io voglio che facciano, che non mi dicono quello che io voglio mi dicano, che non mi trattano come io voglio che mi trattino, che non sono mai come io vorrei che fossero!”
Ecco, questa è una domanda molto comune che prima o poi ogni psicologo che abbia un paziente con una “sana” nevrosi riceverà: colui che viene a cercare man forte della propria ragione, che tutti gli altri sono brutti brutti e cattivi cattivi, e solo lui sa qual è la via, la verità, la luce.
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Promuovi il tuo benessere psicologico: prenditi cura di te

imagesCosa vuol dire stare bene? Come è possibile prendersi cura di sé? Quanta responsabilità attribuiamo agli altri e quanta a noi stessi nei vissuti di gioia, rabbia, tristezza o paura che sperimentiamo ogni giorno? Perché è di vitale importanza conoscersi meglio per stare bene? Quante azioni e reazioni partono in modo automatico per poi chiederci ogni volta: “ma perché sempre a me”? Come ci relazioniamo con le persone per noi importanti? Come possiamo evitare malintesi, litigi, incomprensioni, che ci causano malessere e distanza emotiva? È possibile essere felici? Come?
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Consulenza psicologica e psicoterapia

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La consulenza psicologica e la psicoterapia: quali differenze?
La consulenza psicologica è rivolta ad individui che stanno vivendo momenti di disagio, periodi di crisi dovuti a cambiamenti di vita, sensazione di incapacità nella gestione dello stress quotidiano, malessere esistenziale e sociale, difficoltà relazionali, anassertività, conflitti interiori, lievi stati d’ansia (con assenza di sintomi somatici), scarsa percezione delle proprie potenzialità, voglia di cambiare senza cambiare (impasse): stati di soffferenza psicologica (avvertita) dove un buon funzionamento e un corretto esame della realtà sono comunque mantenuti e l’individuo ha bisogno di trovare strategie alternative per stare meglio, per cambiare prospettiva e ampliare una percezione della realtà che può essersi irrigidita e nella quale sente una sensazione di ristagno e di stasi asfittica.
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Genitori 4.0 (parte prima)

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Piccola premessa: cos’è il Web 1.0, 2.0, 3.0 e 4.0? Il Web 1.0 era il web statico, tu ti dovevi muovere per cercare i contenuti che ti servivano, il Web non ti proponeva nulla, non incrociava dati e se non sapevi come trovare un’informazione ti dovevi solo arrangiare (dovevi alzare il culo dalla sedia e andare a fare la spesa se volevi mangiare)! Arriva il Web 2.0, ed ecco la prima interazione tra utenti: anche io do informazioni, interagisco con altri utenti, chiedo e do suggerimenti per trovare soluzioni (gli ingredienti sono serviti, la ricetta c’è, devi solo cucinarli). Ed ecco il Web 3.0: il Web semantico che incrocia dati, incamera i contenuti che vai cercando e ti dà le soluzioni, non si tratta più di digitare parole chiave, ma vere e proprie domande (la pappa è sempre più pronta). Oltre al Web semantico si sta già pensando al Web 4.0, una sorta di alter ego virtuale che risponde ai tuoi comandi e porta avanti ogni tua esigenza più noiosa e seccante mentre tu puoi fare altro di più eccitante e utile per la tua vita (la pappa è anche digerita).
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