502363112_8cdd689c43_bIl destino dipende dalla nostra volontà, ma ancora prima dalla nostra percezione della realtà. Se percepiamo una realtà ostile, dura, piena di difficoltà, chiusa in se stessa, difficilmente intraprenderemo una direzione ben precisa e ci  adegueremo a quella che ci verrà fornita dall’esterno, vivendo in tal modo una vita a metà, se non addirittura vuota.
Per intraprendere una direzione ben precisa occorre sapere dove andare sulla cartina prima che sulla strada. Senza mappa si va a caso e si è in balia della fortuità degli eventi. Una volta stabilita la rotta ci si mette in viaggio con un bagaglio ben fornito, poiché senza delle forniture adeguate saremmo costretti a fermarci alla prima tappa del viaggio per rifornirci nuovamente e spesso accade che restiamo lì in via definitiva.

Ben pochi fortunati, rispetto alla media, sanno già da subito dove andare e hanno tutti i requisiti per giungervi (talentuosi con attitudini già spiccate fin da piccoli), altri hanno la strada già percorsa dalla famiglia di provenienza e spesso non hanno nemmeno bisogno del bagaglio, altri ancora hanno un buon mentore (spesso un insegnante) che li equipaggia in maniera adeguata e li predispone a compiere un viaggio proficuo, altri scoprono tardi la loro vera strada e si sfidano, molti si accontentano di un lavoro purché sia dignitoso, altri ancora accettanno lavori sottopagati che garantiscono a malapena il livello minimo di sussistenza.

La direzione ci viene indicata da ciò che ci piace di più fare, ciò che capiamo meglio, che ci risulta non solo più facile, ma più motivante, che ci inorgoglisce davanti alle difficoltà perché non vediamo l’ora di essere in grado di superarle e padroneggiare nuove abilità, il bagaglio è non solo la conoscenza e la tecnica necessarie per il raggiungimento del traguardo, ma anche la volontà e la motivazione, la fiducia in se stessi e la propria autostima. Ma prima di tutto una corretta percezione della realtà che non ci penalizzi a priori. Percepire la realtà come amica e piena di possibilità aumenta il nostro impegno e la nostra determinazione. Se non ci percepiamo capaci e se non percepiamo la realtà in grado di sostenere e supportare le nostre aspirazioni, inizieremo il viaggio da sconfitti.

Motivarsi equivale ad avere la sensazione di potercela fare! Senza di quella ogni motivazione perderebbe di senso e di incisione. In caso di insuccesso occorre lavorare sui propri pensieri auto-limitanti che impediscono alle proprie aspirazioni di vita di emergere e farsi strada.

La consapevolezza che la nostra vita dipenda solo ed esclusivamente da noi è l’unica libertà possibile; avere la profonda certezza che ciò che costruiamo è frutto del nostro impegno, della nostra volontà, della nostra caparbietà, della nostra disponibilità a non arrendersi davanti alle prime difficoltà, della nostra fiducia non solo in noi stessi ma anche in una realtà favorevole e positiva.

Esistono situazioni in cui l’ambiente non è dei più favorevoli, nelle quali gli ostacoli esterni sono obiettivamente difficoltosi e niente e nessuno sembra venirci incontro; in queste circostanze è di fondamentale importanza focalizzare ancora di più l’attenzione su un obiettivo specifico, ridefinire i propri modelli di pensiero cercando la maniera più funzionale per adattarsi al cambiamento. È rimanendo attaccati a ciò che deve morire che si soffre, equivale alla non riparazione del lutto e la depressione che ne consegue. I propri sogni vanno ricalibrati, le proprie aspirazioni aggiustate, e soprattutto la voglia di andare avanti nonostante tutto, di non accontentarsi perché tanto di meglio non si può avere in questi tempi di crisi economica e sociale. Nessuna strada che porti all’autorealizzazione è in discesa, non ci sono seggiovie, carrozze o limousine. Ci sono solo le nostre mani e i nostri piedi, il nostro cuore e il nostro cervello. L’unica mano che possiamo avere è quella di un allenatore che ci insegni a non mollare mai.

(fonte immagine)

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