691149465_0fb78ffaec_oMal d’amore, cuori infranti, speranze disilluse, dolore allo stomaco, insonnia, pensieri ossessivi, incapacità di concentrazione, ragionamenti infiniti, nuove ipotesi, senso di vuoto, sofferenza emotiva, fitte lancinanti al petto, voglia di strapparsi i capelli, convinzione delirante, a dispetto di tutte le contro-evidenze, che il proprio sogno d’amore verrà coronato, che la propria favola avrà lieto fine, che lui, proprio lui è l’uomo della nostra vita.

Se poi questo lui è già impegnato con una o più donne, noi saremo quella che lo farà innamorare sul serio, che lo farà maturare, che lo farà crescere… che gli darà il latte e gli batterà la mano sulla schiena per fargli fare il ruttino, che lo rimprovererà se non si comporterà bene, e lui pieno di grazia e devozione si prostrerà ai nostri piedi perché noi gli avremo insegnato la via, la verità, la luce. Perché alla fine lui, un giorno sì e tre giorni no, ci considera, e noi in quel giorno avremo modo di fargli vedere quanto siamo non solo belle e desiderabili, ma anche fonte di ogni saggezza, donne d’altri tempi, devote, fedeli, piene di attenzioni, che si prenderanno cura di lui, lo culleranno, lo imboccheranno, lo accompagneranno a scuola di vita dove vestiremo i panni dell’insegnante e gli rammenteremo quanto è importante la correttezza, l’onestà, la moralità, la verità, la sincerità… Insomma tutte quelle qualità che lui non ha!

A questo punto la domanda giusta è la seguente: “Perché mi sono innamorata di un uomo privo delle essenziali doti umane?”. L’attenzione, in queste dipendenze affettive (love addiction), non è: “Perché lui non mi ama?”, ma: “Come mai io lo amo?”. La natura delle sofferenze d’amore non risiede mai nell’altro ma in noi stesse. Se abbiamo bisogno di educare una persona chiediamoci perché ci piace una persona maleducata e insensibile, se lui ci chiama un giorno sì e cinque no chiediamoci perché siamo innamorate di una persona scostante e poco interessata a noi, se ci manca di rispetto chiediamoci perché abbiamo bisogno di essere mancate di rispetto, se frequenta altre donne ed entriamo in competizione con loro chiediamoci perché stiamo gareggiando per vincere un uomo infedele e di bassa lega.

Quando l’attenzione torna dentro di sé la sofferenza si fa minore e si inizia a razionalizzare e ristabilire un equilibrio emotivo. La sofferenza d’amore di solito è un campanellino di allarme che ci segnala a caratteri cubitali fluorescenti e lampeggianti: “SOS MANCANZA DI AUTOSTIMA”. Solo le donne con bassa autostima accettano situazioni ambigue in cui il partner viene idealizzato e sovrastimato: “Tu sei tutto e io sono niente”. Ma spesso lui non è tutto, e soprattutto quasi mai è un uomo maturo ed equilibrato, perché alla fine cerca solo una mamma che gli dica: “Brutto cattivo, questo non si fa!”, naturalmente mentre frequenta altre donne, quelle del peccato, con cui fare tutte quelle cose cattive che mamma non vuole.
Di solito sono uomini infedeli, incapaci di mantenere fede ad un impegno, bisognosi dell’attenzione di più donne per sentirsi vivi, dipendenti dall’adrenalina di situazioni complicate dove la fidanzata ufficiale deve sapere e non sapere, mentre le amanti devono sperare che lui si renda libero per loro. Ci possono essere altre centinaia di chiavi di lettura di questi tipi di comportamenti patologici nelle relazioni sentimentali, ma tutte portano alla codipendenza: il mio copione malato (bisogno di soffrire) va a braccetto con il tuo copione malato (bisogno di far soffrire).

E l’amore? Tutto quello struggimento, tutti quei sogni, quei pensieri soavi, quelle carezze sospirate, quegli sguardi intensi, quegli abbracci infuocati, quelle notti piene di passione e di coinvolgimento, dove va a finire tutto questo? Non era reale? Era tutta un’illusione?
Occorre distinguere il desiderio dall’amore, il desiderio è fatto per non essere mai appagato, ed è quello che ci dà le emozioni più forti, le tempeste che ci scaraventano su e giù nella scala dell’umore, dall’euforia alla depressione, dal sogno al senso di vuoto, dalla sala da ballo scintillante al focolare incenerito, ossessionate dal pensiero che il principe abbia chiesto in sposa una delle sorellastre perfide e maligne. Se siete in queste condizioni avete sbagliato uomo, colui per il quale state piangendo non è il principe, ma lo stalliere, o meglio lo stallone.

Il principe, quello vero, è un uomo che ha nobili sentimenti a priori, già prima di incontrarvi, un uomo che è già educato, già onesto, già sincero, che non ha bisogno di essere ricondotto sulla retta via perché la sta già percorrendo, ma se siete impegnate a inseguire lo stallone difficilmente riuscirete a notare il principe. Quindi, ancora una volta, smettetela di piagnucolare e chiedetevi perché state delirando d’amore per Barbablù?

(fonte immagine)

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