8620777120_b0f66cf027_bPaura di cambiare, dell’ignoto, del come sarà senza le attuali certezze. Buttarsi in nuove avventure, in nuove sfide. Voglia di autonomia, liberà, indipendenza.
Cambiare lavoro e aprire un’attività privata non è facile, ma arriva un punto in cui non puoi più sottostare alle leggi di un’altra persona, specialmente se sono ordini e imposizioni che non condividiamo ma che siamo costretti ad eseguire come lavoratori dipendenti, o come soci minoritari.

Il caso

È quanto successo a Loris, un ragazzo che ha iniziato la propria carriera come stagista in un’agenzia di web marketing, poi assunto come dipendente, poi passato come socio minoritario in un altro studio… e poi autonomo come freelance. In quest’ultimo passaggio ha chiesto l’aiuto ad un life coach.

Il lavoro con il life coach

Abbiamo lavorato sulla sua identità, un aspetto fondamentale a cui Loris teneva molto: “Chi vuoi essere? Come ti vuoi proporre? Quale tipologia di clientela vuoi attrarre?”, e da qui è partito con i primi obiettivi specifici, più piccoli e fattibili, come i contenuti del suo sito personale (primo biglietto da visita come freelance), fino al suo obiettivo finale: proporre il suo intervento ad uno speech, che è avvenuto di recente con grande successo.

“Ce l’ho fatta”

Ora è un professionista affermato, autonomo e indipendente, un esperto del settore e soprattutto soddisfatto di se stesso e del suo lavoro.
All’inzio la paura era tanta, ma se non l’avesse superata ora non avrebbe realizzato le sue massime aspirazioni.

Quando è il momento di chiamare un life caoch

Quando competenza e motivazione vanno a braccetto, qualsiasi ostacolo può essere superato, sia interno che esterno, e se proprio non riusciamo a superare le prime inerzie interiori e i primi attriti con la realtà possiamo sempre chiamare il nostro life coach di fiducia.

(fonte immagine)

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