4622951191_c31a1a0b7d_oCi sono ostacoli microambientali su cui possiamo agire direttamente e quindi  superabili, ci sono ostacoli invece di natura macromabientale che sono fuori la nostra portata e quindi non modificabili dalla nostra azione diretta.
Siamo in tempo di crisi economica, di precarietà, incertezza, disoccupazione, mancanza di percezione del futuro, di recessione, di rischio default… Eppure c’è chi non si fa prendere dalla disperazione, chi lavora e aspira ad andare sempre più avanti nel proprio lavoro, nonostante gli stop aziendali.

Il caso

È questo il caso di Simona, che lavora in un’azienda da molti anni e ha presentato la candidatura per un avanzamento nell’organigramma aziendale. Ha superato i colloqui e i test e l’unico neo era un carattere poco incline al lavoro di squadra. Cosa fare? Per chi sa che esiste la figura professionale del life coach è ovvio chiamarlo. Ed è ciò che ha fatto Simona.

Il lavoro sulla leadeship
Abbiamo lavorato sulla leadership positiva e come aiutare gli altri a lavorare meglio, senza sminuirli, anzi portando alla luce il lato positivo di ciascun membro del team,  in un clima di accoglienza e di assenza di giudizio. Abbiamo anche rafforzato il suo carattere volitivo e deciso, e invece di considerarlo un difetto l’abbiamo valorizzato come un punto di forza, perché nella gestione di un team il leader deve anche avere una giusta dose di autorità.

Gli ostacoli fuori dal nostro controllo
Purtroppo con la crisi finanziaria prima, ed europea poi, l’azienda ha bloccato sia le assunzioni che gli avanzamenti di carriera. La candidatura di Simona è rimasta ferma. Ma lei continua a lavorare su di sé e sul miglioramento del suo spirito collaborativo in azienda.
In questo caso sono evidenti gli ostacoli microambientali, come il suo carattere poco assertivo, e gli ostacoli macromabientali, come la crisi economica e le politiche aziendali.

Non lasciarsi influenzare dalla paura
Gli ostacoli macroambientali non devono comunque frenarci dall’aspirare ad una condizione migliore, sia di avanzamento che di risollevamento dopo una battuta di arresto. La paura della crisi non deve paralizzarci in alcun modo, anche perché ancora non sappiamo le sue vere cause (se reali o fittizie), come osserva acutamente Bauman. Anzi non dobbiamo assolutamente soccombere alle sue seduzioni “depressogene” e dobbiamo invece impegnarci più di prima a sviluppare una nuova fiducia nel futuro.

(fonte immagine)

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