READ_by_ZombieOwlLibri che ti guardano, appelli che scorrono senza presentarsi all’esame, pensieri che si affollano, senso di fallimento e nessuna voglia di studiare.
Quanti ragazzi lasciano gli studi universitari per il semplice motivo che non hanno più voglia di studiare, o trovano le materie troppo difficili per le proprie capacità intellettive. Improvvisamente tutto diventa insormontabile, tutto è scritto in un linguaggio incomprensibile che non si capirà mai, gli esami si avvicinano ma la meta finale si allontana perché si iniziano a saltare le sessioni d’esame e si matura la convinzione che l’università non sia fatta per noi. Ancora più drastica la decisione di abbandonare a pochi esami dalla fine, si sente che si è arrivati agli sgoccioli e che la nostra mente non sia in grado di incamerare più nulla.
Ma Alessia non molla: “No, io ce la voglio fare, e se la volontà non ce l’ho me la faccio venire per forza”. E così chiama un life coach.

Le convinzioni limitanti
Come lavorare con Alessia? All’inizio l’unico sentimento che la pervade è quello di fallimento: “Sono una buona a nulla, svogliata, non ho mai voglia di studiare.” Strano sentirselo dire da chi ha sostenuto tutti gli esami tranne gli ultimi tre! Così ha cercato di capire che tale opinione così negativa su se stessa era poco reale e molto limitata.

Autostima e volontà
Aumentare la propria autostima quando non l’abbiamo affatto è difficile ma non impossibile. La volontà dipende dall’autostima e l’autostima dalla volontà: un cane che si morde la coda. Come iniziare? L’unico appiglio a cui possiamo aggrapparci è il pensiero: se abbiamo dentro di noi la radicata convinzione di valere poco, partiamo già con importanti secondi di ritardo e per quanto poi corriamo non arriveremo mai primi. Ciò che distraeva Alessia era un insano meccanismo di autosabotaggio per confermare il proprio senso di nullità. Non siamo qui alle prese con una disturbo disforico dell’umore, semplicemente con una convinzione limitante circa se stessi.

Dove lavora il coaching
L’intervento di coaching non è andato a scovare il perché e il percome si siano formati tali pensieri autosvalutanti, semplicemente Alessia ha cercato di cambiare prospettiva circa l’opinione che aveva su di sé, poi ha stilato un piano di studi e verificato di volta in volta le tappe del percorso stabilito, senza colpevolizzarsi se non si erano raggiunti gli standard prefissati, anzi provando a se stessa che non si può studiare con prestazioni robotiche, e che le sue previsioni erano sempre troppo eccessive. Si studia come esseri umani che possono distrarsi, stancarsi, innervosirsi, poi recuperare la pazienza e tornare a concentrarsi.

Risultati
In un anno ultimi tre esami superati, tesi e laurea: obiettivo raggiunto, missione compiuta.

(fonte immagine)

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