bivio_della_sofferenzaNon sempre percorriamo la strada che vorremmo percorrere, molti imboccano quella che è più conforme agli standard di vita odierni.
Roberto, laureato in economia e commercio, inizia la sua carriera come agente di commercio nel settore dell’abbigliamento, sempre in giro per Italia e all’estero, arrivando a lavorare per ditte grandi e importanti.
Dopo diversi anni di lavoro in questo settore, incontra un suo ex compagno di università che gli propone di lavorare nel campo della formazione nella sua agenzia di consulenza per l’innovazione aziendale per privati e amministrazione pubblica.
Così sceglie di cambiare professione e di dedicarsi all’insegnamento e alla formazione, un lavoro che inizia ad appassionarlo sempre di più, benché meno redditizio del primo.
Purtroppo a causa di un periodo in cui ha dovuto far fronte a spese considerevoli, ha iniziato a valutare la necessità di tornare al suo vecchio lavoro.
La confusione dovuta all’indecisione aumenta fino a quando decide di chiamare un life coach.

Chiarezza e priorità
Nessuno ha le risposte giuste per noi, ma le giuste domande sì, e possono aiutarci a fare chiarezza e a farci capire cosa è in sintonia con noi stessi e cosa non lo è.
Spesso, e non si sa bene perché, gli ostacoli maggiori si incontrano quando scegliamo il mestiere dei nostri sogni. La teoria della ghianda di Hillman parla proprio di questo peculiare aspetto della vocazione di ognuno di noi: non sempre il nostro destino si presenta chiaro e limpido fin da bambino, a volte si presenta come una chiamata mentre si sta facendo tutt’altro, e dobbiamo seguire il nostro daimon interiore, non importa quanti ostacoli possiamo incontrare durante il percorso, se non lo facciamo stiamo male.

La mappa non è il territorio
Spesso nella nostra mente si paventano disastri futuri che probabilmente non avverranno mai. Roberto aveva sì delle difficoltà, ma la sua paura era quella di non riuscire a farvi fronte, prima ancora di averle vissute e verificate in concreto se possono essere superate o meno. Il territorio non possiamo visitarlo sulla mappa, dobbiamo ricucire il pensiero con la realtà.
Roberto ha continuato il suo mestiere di formatore, e mese dopo mese ha deciso come far fronte alle spese, verificando poi di fatto di poterle sostenere modificando un po’ il suo stile di vita.

L’importante è non smarrirsi
Quindi verificato il percorso dal vivo sul territorio, e non nella propria mente sempre pronta a mettere ogni sorta di paletti e ostacoli anzitempo, l’importante è non smarrirsi, e soprattutto non agitarsi prima del previsto.
Cosa vuoi fare nella vita? “Il formatore”. Bene, il resto si affronta man a mano che accade.

(fonte immagine)

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