4720893156_66ba586ec6_bÈ bellissimo, affascinante, magnetico, brillante, divertente, sexy, profondo, intelligente, sensuale, intraprendente, dinamico, ma anche terribilmente dolce e tenero. Insomma tutto quello che vorrei, e mi ha fatto capire che anch’io sono tutto quello lui vorrebbe.
E allora perché non mi chiama? Che faccio, gli mando un sms? Provo a inventarmi qualche messaggio divertente e originale, oppure provo con un semplice “come va?”. Ma no, potrebbe ritenermi invadente. Allora aspetto, in fondo l’ultima volta che ci siamo visti mi ha detto che si faceva risentire. No, basta, ho i nervi a fior di pelle, non ce la faccio più ad aspettare, devo sentirlo, faccio un squillo e gli dico che mi è partito per caso. Mando un messaggio ad una mia amica e… Ops, ho sbagliato destinatario! Ma no, provo su fb, magari è in linea.
No, non c’è. Scrivo qualcosa di interessante, magari legge e rimane colpito dalla mia cultura. Guardo su aforismi.it! Oddio, sbircio tra le sue foto? Ma sì, lo fanno tutti, è normale. Mamma mia quant’è bello, mmmh… E quante ragazze, tutte scialbe però, non alla sua altezza. Appena mi avrà conosciuta meglio si innamorerà pazzamente di me. Ok, adesso lo chiamo, così, con naturalezza, in fondo mi ha cercata lui per primo, che male c’è se lo chiamo per seconda? Vado? Ok, vado… Cavolo, non risponde, perché? Non avrà il telefono a portata di mano, appena vede la chiamata persa richiamerà ne sono sicura. Intanto mi lavo i capelli… Accidenti, non mi ha ancora richiamata! Che faccio? Richiamo? No, aspetto, non vorrei pensasse che lo sto sempre a pensare! E no, eh! Basta, se non mi richiama io non lo richiamo una seconda volta. Però magari non ha sentito davvero il telefono, magari si è addormentato sul divano, o l’ha lasciato in macchina. Ok, dai, riprovo… Tuuuu… Tuuuu… “Il telefono da lei chiamato potrebbe essere spento o non raggiungibile”. Caspita, ha proprio rifiutato la chiamata! Oh mio Dio, no, non può essere, perché? Ieri sembrava così preso, interessato a me, mi guardava con quegli occhi magnetici, quasi volesse mangiarmi. E stasera? Non richiama e rifiuta la chiamata! Ora gliene scrivo quattro, sì, non può prendermi in giro così. Ma non voglio essere troppo aggressiva, non vorrei pensasse che ci sono rimasta male! E no, eh! … “Ciao, sono Martina, ho provato a chiamarti ma è caduta la linea, hai qualche problema con il cellulare?”. Ecco fatto, messaggio pacato, disinvolto, senza troppi fronzoli. Bip bip… Oh, ha risposto subito, vediamo: “Scusami, ma ho da fare. Ci sentiamo”. Cosaaaaa? Ma che messaggio freddo, anonimo, ieri ero una visione per lui e oggi una da liquidare con una risposta così secca?
Chiamo un’amica così mi sfogo con lei… “Non mi ha richiamata, poi mi ha rifiutato la chiamata e ad un mio messaggio mi ha risposto in maniera fredda. Che succede? Come mai? Io lo so che è preso da me, si vedeva benissimo, e poi noi donne queste cose le sentiamo, lui è stracotto di me. Forse ha problemi a lavoro e non vuole parlarmene per non appesantirmi? Ora provo a mandargli un altro messaggio, magari gli fa piacere sapere che gli sono già vicina, fargli sapere che sono una dal cuore gentile io”.
“Ciao, scusa se le mie chiamate ti hanno disturbato, se hai dei problemi e sei stressato puoi sempre parlarne con me, sono un’ottima ascoltatrice. A presto. Martina”.
Bene, ora sa che può benissimo chiamarmi senza timore di disturbarmi. Ok, ora mi vedo un film.
Ancora niente, non risponde. Cavoli, non riesco a stare calma, ma che mi prende? Non è mica l’unico uomo sulla faccia della terra? Uff, devo darmi una regolata, però non posso credere che non risponda, è passata un’ora, almeno un ok, uno smile, insomma anche un vaffa, però almeno ripsondesse. Mi sto innervosendo, mi sta crescendo l’ansia. Ma chi è questo? Dov’è stato fino a ieri? Accidenti a me e a quando gli ho dato retta! Dovevo stare per i fatti miei, sì, sarà pure bello però. Mi viene da strapparmi i capelli e battermi i pugni sul petto.
Bip bip… Ecco il messaggio, oh accidenti, per la frenesia mi è caduto il telefono. Ripreso, leggiamo: “Tranquilla, tutto ok. A presto”… Eeeeeeeeeeeeh? Un altro messaggio vago e formale? Non ci sto capendo più nulla. Però ha risposto, se non gli importava di me nemmeno mi avrebbe risposto, devo star tranquilla e aspettare le sue prossime mosse.

(Dopo un mese…)
Perché non mi chiama? Che faccio, gli mando un sms? Provo a inventarmi qualche messaggio divertente e originale, oppure provo con un semplice “come va”? Ma no, potrebbe ritenermi invadente. Allora aspetto, in fondo l’ultima volta che ci siamo visti mi ha detto che si faceva risentire. No, basta, ho i nervi a fior di pelle, non ce la faccio più ad aspettare, devo sentirlo, faccio un squillo e gli dico che mi è partito per caso? Mando un messaggio ad una mia amica e… Ops, ho sbagliato destinatario! Ma no, provo su fb, magari è in linea…
(and so over…)

Allontanatevi
Queste situazioni capitano di frequente, donne ridotte ad un fascio di nervi elettrizzati da uomini ambigui e millantatori, pronti a sparire e riapparire a loro piacimento. Ogni volta che vi trovate in una situazione simile a quella sopra descritta, ossia in preda ad attese, ipotesi, dubbi e frenesie varie, fuggite il più lontano possibile, gettate il numero, rendetevi irreperibili, se lo incontrate cambiate strada, via, via. Quando un uomo e una donna si incontrano e si piacciono le ipotesi, le giustificazioni, le attese non esistono. La vostra irrequietezza è una prova sufficiente che testimonia il fatto che non gli piacete sul serio, che siete solo un’altra dose di sicurezza per sentirsi vivo. Se un uomo è interessato, voi siete al settimo cielo e soprattutto dormite sonni tranquilli perché lui vi ha chiamato, vi siete visti, vi siete baciati, abbracciati, ehm ehm… Ieri, oggi e anche domani. Anche se alla fine è stata una fiammata di poche settimane, è stata comunque una storia vissuta e consumata, non appesa al filo esile del “forse” perenne, senza mai esaurire la sua carica di aspettative, sapientemente alimentate da un uomo bisognoso dell’attenzione di più donne per sentirsi “uomo”.

Razionalizzate
Razionalizzate l’accaduto e cercate di capire come siete cadute nella rete di un adulatore. Se non siete riuscite a rendervene conto subito è perché il vostro istinto di donna è compromesso, imparate a riconoscerli: vi adulano, vi seducono, poi sfuggono, poi si ripresentano e soprattutto vi fanno capire, direttamente o indirettamente, di avere molte donne appresso, spesso si mostrano infastiditi da questo seccante sciame che li insegue, magari ricevono un messaggio e sbuffano, e non rispondono davanti a voi. Ovviamente rispondono dopo, o il giorno successivo, se si ricordano! Quindi ripensate al motivo reale per cui non rispondono mai subito ai vostri messaggi, perché non vi richiamano e perché appaiono e scompaiono. Parlano spesso di “amiche”, ne hanno sempre una più speciale, e magari alle altre racconterà che siete voi la sua amica speciale. E per quante stelline gli avete appiccicato addosso non sono affatto brillanti, sono opachi, ma non oscuri, non appartengono alla categoria di coloro che si attaccano ad un’unica donna, quindi non allarmatevi se scoprite che sono dei bugiardi patologici, se vi allontantate non vi inseguiranno, se non occasionalmente per vedere se hanno ancora un qualche ascendente su di voi.

Riflettete
Senza riflessione e senza un lavoro su voi stesse e sulla vostra identità di donna sarete di nuovo future prede di certi esemplari, è il loro fiuto a scovarvi. O semplicemente vale la regola dell’una su cento. Se loro recitano il loro copione a cento donne, una di sicuro ci crederà, su duecento due, su trecento tre. Volete avere la sfortuna di capitare tra quelle tre che si dannano l’anima perché lui le chiama un giorno sì e due no (a turno), oppure volete essere tra le fortunate 297 che non l’hanno degnato di uno sguardo perché hanno subito capito la sua inconsistenza di uomo?

Allenatevi
Allenatevi, fortificatevi, siate coraggiose, imparate a riconoscere certi comportamenti, non fatevi abbindolare. Senza riflessione e allenamento interiore rischiate ancora di trascorrere serate con le stesse identiche domande, e ipotesi, e ragionamenti, e speranze, e attese… “Perché non mi chiama? Che faccio, gli mando un sms? Provo a inventarmi qualche messaggio divertente e originale, oppure provo con un semplice “come va”? Ma no, potrebbe ritenermi invadente. Allora aspetto, in fondo l’ultima volta che ci siamo visti mi ha detto che si faceva risentire. …”

Bibliografia di riferimento

  • La ferita dei non amati, Peter Schellenbaum, Red Edizioni, Novara, 1991.
  • Paura d’amare, Giacomo Dacquino, Mondadori, Milano, 1998.
  • Donne che non hanno paura del fuoco, Mary Valentis, Anne Devane, Frassinelli, Torino, 2002.
  • Alchimia emotiva, Tara Bennett-Goleman, Rizzoli, Milano, 2001.
  • L’autostima, Willy Pasini, Mondadori, Milano, 2001.
  • La natura dell’amore, Donatella Marazziti, Rizzoli, Milano, 2002.
  • Il mistero dell’innamoramento, Francesco Alberoni, Rizzoli, Milano, 2003.
  • L’anima delle donne, Aldo Carotenuto, Bompiani, Milano, 2004.
  • Le cose dell’amore, Umberto Galimberti, Feltrinelli, Milano, 2005.
  • Donne che corrono coi lupi, Clarissa Pinkola Estés, Frassinelli, Torino, 2007.
  • La principessa che credeva nelle favole, Marcia Grad, Edizioni Piemme, Milano, 2008.
  • Gli errori delle donne (in amore), Giorgio Nardone, Ponte alle Grazie, Milano, 2010.

(fonte immagine)

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