5620685962_3e3b5ef678_oLe relazioni d’amore non dipendono affatto dall’amore, ciò che conta è chi siamo e come siamo. Il partner rispecchia i nostri stati dell’Io, e non c’è uno specchio più veritiero di uno specchio che mente! Sembra un controsenso, ma non lo è affatto. Più il nostro partner è disonesto, infedele, bugiardo, instabile, più testimonia il fatto che noi non abbiamo stima di noi stesse, che ci sentiamo inferiori, che amiamo l’infelicità, che dobbiamo confermare a noi stesse che non valiamo proprio un bel niente. Ripercorriamo gli stessi schemi di trascuratezza, abbandono e mancanza di attenzione che abbiamo introiettato fin da bambini. Siamo alla ricerca di quell’attenzione negata, ma proprio perché negata abbiamo incamerato lo schema dell’assenza e mettiamo in scena soltanto quello dell’incertezza.

Il bel tenebroso che sfugge, misterioso e accattivante, in realtà è una nostra gigantesca proiezione dello stato di desiderio mai soddisfatto di possedere l’amore. Purtroppo l’amore che non abbiamo avuto non può essere recuperato, il vuoto passato non può essere riempito con ciò che non vi è stato messo a suo tempo. Dobbiamo abbandonare gli schemi che non sono più opportuni nell’età adulta e darci da sole quello che non abbiamo avuto, perché finché non avremmo riempito quel vuoto dall’interno nessuno potrà riempircelo dall’esterno. È un danno strutturale soltanto nostro, e da sole dobbiamo ripararlo.

Psicopatologia dell’amore

  • Sul versante della vittima, cioè di colei che incappa nella rete gravitazionale di soggetti mentalmente instabili, esistono varie teorie, tutte ugualmente valide.

La psicanalisi spiega tali insuccesi d’amore con la voglia di conquistare un padre irraggiungibile. L’analisi transazionale e la psicologia cognitiva spiegano le storie sentimentali idealizzate e frustranti come la ripetizione di schemi appresi. La psicologia del profondo spiega gli amori impossibili come possibilità di scoperta dei propri nodi psichici da sciogliere e quindi come incipit per iniziare un viaggio interiore. La psicologia umanistica spiega gli amori sbagliati come mancanza di autostima e di impotenza appresa.
Queste teorie rappresentano insieme l’interezza della persona, ognuno tratta in modo specifico un aspetto della psiche. Ci sono donne che hanno una vita lavorativa costellata di successi, eppure incappano in storie che le distruggono. Casi esemplari sono  Maria Callas, Tina Turner, Withney Houston, Frida Kahlo, Mia Farrow, e altre sfortunate donne che hanno avuto vicende amorose tutt’altro che idilliache.

  • Sul versante del carnefice, ossia di colui che non si cura affatto dei sentimenti e delle emozioni di chi seduce, ci troviamo di fronte a disturbi della personalità.

Tali disturbi sono di tipo narcisistico, istrionico, borderline, dipendente, oppositivo e spesso vere e proprie psicosi maniaco-depressive, disturbi deliranti e disturbi dovuti ad abuso di sostanze alteranti dell’umore.  Sono persone con un Io fragile, debole, spezzettato, ma che hanno imparato a porre rimedio a tale fragilità usando gli altri per i propri fini compensatori. Hanno sperimentato un amore morboso da parte genitoriale, uno stile educazionale indulgente e mettono in atto schemi che ricercano l’amore soffocante, e comodo, ma che contemporaneamente rifuggono perché opprimente. Oppure hanno sperimentato anche loro assenze, negazioni, e persino maltrattamenti,  ma hanno reagito non con l’autosvalutazione di sé, bensì con una sorta di spostamento della propria sofferenza: come loro non hanno ricevuto l’amore non lo danno nemmeno alle donne che seducono, ma devono verificare che loro stiano soffrendo, traendone una sensazione di piacere perverso. Ecco perché seducono e poi spariscono, e poi riappaiono e poi scompaiono, ma mai del tutto, tornano sempre per dare il contentino, giusto per sapere se le vittime siano ancora sotto la loro influenza ammaliatrice, e se non le trovano in stato adorante non si danno pena di  recuperare: avanti un’altra.

Quindi una volta che vi siete allontanate, quasi per dispetto, solo per verificare se gli mancate davvero, non perdete tempo a pensare: “Se mi ama farà di tutto per riavermi”, non tornerà indietro, lui va avanti, e a breve sarete voi a fare di tutto per tornare nella sua top ten, sempre che lui non si sia stancato definitivamente e nel frattempo siete scivolate fuori dalla classifica delle favorite. E a questo punto sarà pianto e stridore di denti! È in questo passaggio che la psicologia del profondo vi invita a guardare il vostro inferno interiore e attraversarlo.

Il vero significato delle “passioni travolgenti”
I tormenti, le sfuriate, le riappacificazioni struggenti, poi i dubbi, i sospetti, l’essere la prescelta, l’aver vinto sulle altre, avere il controllo su di lui, poi perderlo, vederlo con un’altra, poi i ritorni, i perdoni, e di nuovo la passione travolgente, l’estasi, poi di nuovo il vuoto, l’assenza, gli inseguimenti, gli appostamenti, le scenate, le telefonate non risposte, le lettere chilometriche piene di invocazioni e ragionamenti sull’amore, sulla vita, sull’aldilà, tutto quell’amore che andrà perduto se lui non tornerà, tutto quel bene sprecato… Che sospiri, che palpiti, che emozioni!
Mentre un tranquillo “Ciao, come stai? Cosa facciamo stasera? Alle 20? Ok. Bacio” sembra scialbo, noioso, soporifero, catalettico, anonimo, senza brio. Lui c’è, ed è solo per noi! E mica ci va tanto bene! Noi vogliamo l’altro, quello dei teatri infiniti, del camminare sempre sul filo del rasoio, della frenesia dell’irraggiungibile conquista. Donne con un enorme abisso affettivo interiore che non sanno come colmare, donne con grandi talenti, intelligenti, caparbie, capaci, intraprendenti, ma con un buco nero d’amore che crea un vortice di non senso al quale non si sa come rimediare, e più quella voragine è grande e più abbiamo bisogno di rumore esterno. E quanto bel da fare affettivo ci danno i narcisisti, i borderline, gli istrionici, i bipolari… uh, a iosa! Che rapimento d’amorosi sensi, che vita movimentata.
Cheeee? Un cinema? Una bella chiacchierata davanti ad una cioccolata calda? Un bacio timido in macchina? Una conoscenza cauta e costante? Ma siam mica autolesioniste? Vogliamo morire di piattume? Nooo, noi vogliamo il brivido che vola via, l’equilibrio precario sopra la follia, la vita spericolata, e possibilmente con un bel tossicomane che ci assicuri una vita al massimo! E quando è nella fase depressiva certo non ce ne stiamo con le mani in mano! Quanto bel da farsi per rimetterlo sulla buona strada! Che devozione, che accoramento, che inventiva per trovare prediche sempre più sagge che ci fanno sentire che la vita ha un senso perché la spieghiamo a chi ancora non ha imparato a viverla nella giusta maniera.
Che vita piena ed emozionante, eh?

Bibliografia di riferimento

  • La ferita dei non amati, Peter Schellenbaum, Red Edizioni, Novara, 1991.
  • Paura d’amare, Giacomo Dacquino, Mondadori, Milano, 1998.
  • Donne che non hanno paura del fuoco, Mary Valentis, Anne Devane, Frassinelli, Torino, 2002.
  • Alchimia emotiva, Tara Bennett-Goleman, Rizzoli, Milano, 2001.
  • L’autostima, Willy Pasini, Mondadori, Milano, 2001.
  • La natura dell’amore, Donatella Marazziti, Rizzoli, Milano, 2002.
  • Il mistero dell’innamoramento, Francesco Alberoni, Rizzoli, Milano, 2003.
  • L’anima delle donne, Aldo Carotenuto, Bompiani, Milano, 2004.
  • Le cose dell’amore, Umberto Galimberti, Feltrinelli, Milano, 2005.
  • Donne che corrono coi lupi, Clarissa Pinkola Estés, Frassinelli, Torino, 2007.
  • La principessa che credeva nelle favole, Marcia Grad, Edizioni Piemme, Milano, 2008.
  • Gli errori delle donne (in amore), Giorgio Nardone, Ponte alle Grazie, Milano, 2010.

(fonte immagine)

Annunci