8590054442_68a6edec48_bChi soffre per amore quasi mai vuole ragionare su se stesso e i propri comportamenti, sulle proprie scelte, capire perché è attratto da alcune tipologie di persone che puntualmente non confermano le proprie aspettative di pienezza e i propri sogni d’amore.
Ci si ritrova svuotati e dipendenti affettivamente, e l’unica cosa che si vuol sapere è: sarà mio? tornerà? saremo felici? sceglierà me o l’altra?
Seppur oltre la soglia del terzo millennio e ben lontani dall’incantamento della superstizione e della stregoneria, molte donne, e alcuni uomini, consultano, anche solo per gioco ma con un pizzico di convinzione, la “maga”, la “zingara”, la “fortune teller”… Insomma, vogliono sapere se vivranno felici e contente con il prescelto, o il malcapitato!
Esiste un delirio, che si chiama delirio erotomane, per cui la persona delirante è convinta che tutti siano innamorati di lei, e che ha una relazione con un uomo molto importante, di rango sociale più elevato del suo.
Il tema povertà/ricchezza è un tema ricorrente nelle favole, dove la povera di buoni sentimenti incontra il ricco arido e cinico e si cambieranno la vita a vicenda, dal punto di vista materiale e morale.
Questo argomento, dell’innamoramento fiabesco di un uomo irraggiungibile su cui si fantastica molto, è diverso dall’idealizzazione. Nel primo caso l’oggetto del desiderio è un uomo affermato e con un ruolo di responsabilità (es.: segretaria-manager, paziente-medico, infermiera-primario, impiegata-capo, dipendente-titolare, studentessa-professore, ecc.); mentre nel secondo caso si prende il primo uomo attraente che ci degna di attenzione e, se anche fosse un delinquente, noi lo rivestiamo come più ci piace e lo consideriamo meraviglioso, stupendo, buono, bravo, affidabile, coraggioso, creativo, e bla bla bla (love coaching – parte prima), e nonostante tutti i segnali di poco interesse nei nostri confronti, noi continuiamo imperterrite ad inseguirlo, perché è scritto nel destino, nel cielo, negli astri, nella mano, nelle carte, nella palla di vetro, nei fondi del caffé, dappertutto tranne che nella realtà!

Cosa vogliamo in questi casi dall’amore? E perché perseveriamo, senza più logica né dignità, a rincorrere chi non ci corrisponde? Non riusciamo ad accettare il fatto che non gli piacciamo, o che comunque non gli piacciamo in esclusiva, e la superstizione torna viva e vegeta nella nostra mente, ogni più piccolo dettaglio è una coincidenza che testimonia il fatto che lui è la nostra anima gemella (magari mentre lo stiamo pensando passa una macchina dello stesso colore e modello della sua, oppure mentre siamo al ristorante trasmettono la canzone che gli abbiamo dedicato), tutto l’universo è artefice e complice della nostra unione prestabilita dal fato, solo che lui ancora non lo sa perché non è pronto, ha paura, è ancora immaturo, ha un’altra storia troppo complicata da cui non riesce a sganciarsi, si è lasciato da poco, non è mai stato legato sentimentalmente ad una donna troppo a lungo, non è capace, non è abituato… E noi pazientemente lo aspettiamo per restituirgli la fiducia verso l’amore, e lui finalmente capirà che il nostro amore è predestinato (c’è però un piccolo particolare che ci sfugge sempre: noi l’abbiamo capito subito e lui ancora no! Che strana “non-coincidenza” a cui non facciamo mai caso!).

Non perdete tempo, e denaro, a cercare di capire se lui sarà mai il vostro principe oppure no. Meglio affrontare le proprie ossessioni e i propri deliri verso una persona che non ci ricambia, o ne ricambia troppe; dietro gli amori non corrisposti, impossibili, fantasticati e irraggiungibili si nasconde una voragine di disistima profonda, un’abitudine a considerarsi indegne di felicità e amore, e nel caso di deliri troppo vistosi, una seria incapacità a leggere correttamente la realtà (una grave immaturità affettiva, se non proprio un deficit cognitivo).

A volte il destino può essere davvero avverso, nel senso che ci possono essere delle reali difficoltà per la nuova coppia di tipo sociali, familiari, culturali, economiche, di salute, ma mai, e ripeto mai, di ordine sentimentale. I due innamorati si dichiarano, si corrispondono, si amano, e anche se non possono ancora vivere quotidianamente il loro amore, di certo non stanno a sfogliare la margherita con l’ansia di sapere se l’altro le ami oppure no. L’incertezza sentimentale non è una difficoltà, né un ostacolo o un impedimento, è il frutto della nostra sindrome di piccole fiammiferaie, di cenerentole, di brutte anatroccole, di belle addormentate nel bosco della nostra adolescenza.

Per esperienza personale posso dire che dopo tutte le riflessioni femminili sulla “sfortuna” in amore, e dopo tutte le introspezioni sull’altro e tutte le ipotesi sul perché non ci corrisponde, e dopo tutte le analisi sul perché lo vogliamo lo stesso nonostante che lui non voglia noi, e dopo tutte le picche che abbiamo preso a dispetto di tutti i cuori che abbiamo giocato, vi assicuro che le uniche domande che alla fine si pongono le donne sono: ma lui in fondo mi ama, vero? ma io lo sento che finiremo insieme, è il destino, vero? ma che dici faccio bene a non chiamarlo più? ma se non lo chiamo più lui capirà finalmente che gli manco?
E viene la voglia matta di urlare: “Noooooooooooo, lui non ti ama e non ti amerà mai!”.  E a questo punto non so chi dei due sia il più fortunato!.

È ora che mi attrezzi sul serio con un bel gonnellone lungo, una palla di vetro, un bel mazzo di tarocchi e risponderò solo con parole arcane: “se la verità vuoi sapere all’amore devi tacere, obbedisci all’occulto sacerdote e fai del silenzio la tua dote, il tuo amato ti verrà a trovare solo quando smetterai di domandare”.
Successo assicurato… da oggi in poi cambierò il titolo di questa sezione, da “love addiction” a “love prediction”!

(fonte immagine)

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