txu-oclc-192062619-middle_east_pol_2008Se oggi Sharazade tornasse a raccontare ogni notte una storia sull’esotico Oriente racconterebbe purtroppo solo storie di guerra, di sofferenza, di dolore, di morte e di odio.
Il Medio Oriente, un’area geopolitica i cui paesi sono governati a colpi di stato in un condensato di conflitti interni ed esterni, offre una sintesi della vicende più barbare dell’umanità dove la lotta per il potere che non ha mai conosciuto tregua. Sebbene le singole dittature tengano sotto controllo tutte le forze dissidenti e i gruppi terroristici ribelli, i paesi limitrofi, e non, danno man forte ai futuri golpisti o ai dittatori in carica, secondo convenienza.
La ricchezza delle risorse energetiche più che una fortuna è stata un’immane sfortuna che ha causato l’esasperazione delle guerre sia intestine che tra nazioni opposte, ognuna delle quali alleate con i diversi governi dei paesi più industrializzati.
Un enorme divario separa sceicchi ricoperti d’oro, capi di stato con i loro familiari sistemati ai vertici delle varie sezioni governative, jet privati, bunker di massima sicurezza, mogli e figli che vivono nel lusso più sfrenato e indecente, da orde di uomini, donne e bambini ridotti alla miseria e barbaramente trucidati da faide religiose interne che fanno da copertura a tutt’altro tipo di interessi.
La solita retorica dei 10 che hanno mille e dei mille che, non solo non hanno nulla, ma sono i primi a soccombere in caso di conflitti armati.
La disparità sociale è stata la colonna portante della storia delle civiltà: gli antichi imperi, gli assolutismi, il colonialismo, le guerre per il dominio dei territori, per il monopolio degli scambi commerciali, per il controllo politico delle aree più ricche di materie prime, ecc., fino alla dittatura dei mercati, l’assolutismo delle banche centrali, la monarchia delle lobby finanziarie, il colonialismo delle multinazionali. Invertendo gli addendi la somma non cambia, nonostante i modi della modernità siano diversi, le dinamiche sono sempre le stesse. L’uomo sembra non essere fatto per la libertà: chi è al potere ne ha paura, quindi la sopprime, chi è sotto al giogo è abituato alla sottomissione e non la conosce.

L’Occidente si è arrogato il diritto di rappresentare la democrazia e la libertà. Ma è proprio così? Sono modi diversi di essere schiavi. Stamattina riflettevo su come sia impossibile per me uscire con i calzini a righe bianche e blu e le scarpe celesti, altre donne ritengono impossibile uscire senza le unghie smaltate e infiocchettate, altri uomini possono pensare che sia impossibile non avere l’i-…qualcosa, e questa è la dittatura più blanda. Pensiamo a quanto di ciò che guadagniamo è vincolato dal debito pubblico, quante tasse, imposte, bolli, aliquote e altri balzelli paghiamo in più non per avere servizi migliori ma per riscattare l’ipoteca sull’Italia contratta con la banca centrale. Cinque anni di recessione e abbiamo visto come non siamo affatto liberi, come siamo interconnessi controvoglia alla politica, all’economia, all’alta finanza, alle banche centrali, al tasso di interesse, alla cambio della valuta, allo spread, ai titoli di stato. Ce lo saremmo mai aspettati?

In Medio Oriente la dittatura ha il suo vero nome, e il colonialismo non ha nemmeno più la maschera dell’esportazione della democrazia. La primavera araba del 2011, la sovversione dei governi dittatoriali, cosa ha portato? La democrazia? A due anni di distanza nulla è cambiato, solo il nome dei dittatori e lotte interne ancora più esacerbate.

Oggi le più grandi potenze economiche mondiali si stanno stringendo in cerchio attorno alla Siria, rea di aver usato armi chimiche contro i ribelli, ma di cui ancora non si hanno prove definitive da parte degli ispettori dell’ONU.
Da un attacco imminente senza il consenso dell’ONU alcni paesi occidentali hanno fatto un passo indietro e gli Usa stanno riflettendo attentamente se intervenire o meno, le conseguenze sono troppo imprevedibili e il rischio di una possibile estensione mondiale del conflitto è troppo alto.
La ragionevolezza e la cautela del governo americano per il momento stanno avendo la meglio sull’impulsività e la voglia di punire il regime dittatoriale siriano per l’ipotetico uso di armi di distruzine di massa contro la popolazione dissidente. Secondo la Russia sono stati gli stessi ribelli ad utilizzare le armi chimiche per innescare un conflitto di portata maggiore richiamando l’attenzione degli altri paesi.
La questione è molto delicata e spinosa, le prove confuse e contraddittorie, l’incertezza destabilizzante e ansiogena. I discorsi di Obama e di Putin iniziano ad essere paradossali. Il primo annuncia una guerra di breve durata e limitata nella portata, le cui conseguenze sono impossibili da prevedere! Il secondo afferma che senza il consenso dell’ONU non si può intervenire, un consenso su quale la Russia ha il potere di veto!

(fonte immagine)

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