8156951854_5b438c35f3_bLa volpe che non può arrivare all’uva dice che è acerba. È il classico atteggiamento di negazione del proprio desiderio e soprattutto della propria incapacità nel tentare di realizzarlo. Tentativi spesso neanche messi in atto.
Ed ecco che abbiamo un’orda di aspiranti asceti dalle mille dipendenze fisiche, e dai mille desideri materiali repressi e negati.
“Siccome questo mondo mi fa schifo, voglio avvicinarmi anzitempo all’aldilà”. Ma questa affermazione è una copertura di tutt’altra convinzione inconsapevole: “Siccome non sono capace di vivere in questo mondo secondo i miei desideri lo rifiuto”.
La negazione della mondanità si traduce paradossalmente in una vita fatta di eccessi più che di rinunce ascetiche. I falsi mistici si abbuffano di letture spirituali slegate tra loro, di tante meditazioni fatte a caso, e di tante, tante, sostanze psichedeliche (allucinogeni) con la scusa di voler sperimentare stati non ordinari di coscienza. Credono che la spiritualità sia vedere realtà strane, corpi luminescenti, strie luminose, scie brillanti, fluidi fluorescenti, auree extra-corporee, colori esagerati, orologi molli, bianconigli e minotauri della quarta dimensione.
Alla base di questo desiderio di sperimentare una realtà diversa vi è un senso di inferiorità e di incapacità di affrontare la vita concreta. Si buttano inconsciamente e incoscientemente nei circoli viziosi della dipendenza da sostanze, mettendo in pericolo il normale funzionamento psichico. Giovani che più che il paradiso vengono “flashati” da caverne infernali, mostri, diavoli, realtà più oscure che fluorescenti, e non rientrano più dallo scompenso psicotico causato dall’abuso di sostanze. E invece che andare illuminati e preparati verso l’aldilà restano oscurati e impreparati nell’al di qua.
Prima di dedicarsi al distacco dal proprio Io bisogna avercelo! Senza un’identità ben precisa, un ruolo definito, una personalità strutturata, non ha senso il distacco, perché non si possiede nulla da cui distaccarsi. Prima di dire che l’uva non ci piace dovremmo assaggiarla, e nel loro finto lassismo e libertarismo sono più arretrati, moralisti e bacchettoni di un’educatrice repressa dell’epoca vittoriana.

(fonte immagine)

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