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Prevedere possibili scenari futuri è ciò che sa fare meglio la fantascienza con i suoi romanzi che abbozzano ipotesi di un avvenire più o meno probabile e in un tempo più o meno lontano.
Nella fattispecie il filone della fantascienza sociologica cerca di ipotizzare l’ordine sociale e il modus vivendi dei nostri posteri.
E cosa si prefigura all’orizzonte lungo la via verso il terzo millennio? Una società iper-tecnologizzata, iper-controllata, iper-ispezionata, categorizzata in base alla biologia ingegneristica che selezionerà i geni degli individui e li sfornerà già con le differenti destinazioni sociali, e questo se tutto va bene!
Se tutto va male troveremo scenari post-apocalittici di distruzione e di inquinamento radioattivo, o ancora peggio si verificherà la famigerata singolarità tecnologica per cui ci troveremo davvero dentro una “matrix” non più biologica ma informatica dove le macchine prenderanno il sopravvento e ci spazzeranno via senza alcuna pietà (d’altronde sono macchine e non andranno di certo in cerca del mago di Oz).
Dal punto di vista prettamente sociologico lo scenario che si paventa è un tipo di società dove il divario tra ricchi e poveri aumenterà sempre di più in un mondo iper-affollato e inquinato in maniera diffusa, dove la stragrande maggioranza dei poveri vivranno in condizioni prive di ogni minimo diritto umano, persino delle cure mediche minime, mentre la ristretta minoranza di ricchi vivrà in città barricate, sopraelevate o sospese nello spazio, piene di ogni comfort e di ogni genere di servizi.
I poveri vengono sempre trattati come schiavi e sfruttati come bestie da soma, utili solo come manodopera a basso costo per fabbricare droidi, navicelle, dighe, stazioni spaziali, ecc.
Insomma, il mondo diventerà un’enorme periferia di favelas mentre i super-ricchi vivranno in oasi distanti e avranno il controllo, tramite droidi e cyborg, di ogni minimo movimento che avviene nella massa-spazzatura schedata e microchippata.
Nonostante l’emancipazione dei diritti dell’uomo raggiunta negli ultimi 50 anni dai paesi industrializzati, gli scrittori di fantascienza mantengono una linea catastrofista e preferiscono descrivere fin nei minimi dettagli scenari distopici che estremizzano le peggiori inclinazioni dell’uomo. Secondo le loro previsioni, o visioni, il mondo sarà controllato da un panta-governo unico, centralizzato, che ispezionerà in modo capillare ogni minima azione e pensiero umani, la società sarà divisa in settori chiusi nei quali ognuno avrà una funzione ben precisa e quando non sarà più utile verrà sostituito da un altro individuo della stessa serie, oppure verrà lasciato morire nei bassifondi più miseri.
È interessante notare come le dinamiche umane rimangano sempre le stesse nonostante la rivoluzione tecnologica e le future scoperte e invenzioni. Tra passato remoto e futuro remoto c’è un passato recente e un presente tutto da studiare e analizzare. Da qui gli studiosi del futuro fanno ipotesi ed estremizzano le conseguenze. Dalla crisi economica del 2008 a oggi il divario ricchi/poveri è aumentato a dismisura, sorpatutto nelle sproporzioni: pochi ricchi ricchissimi, e tanti poveri poverissimi. La piccola e media borghesia, il sottostante proletariato, la classe media impiegatizia, si sono assottigliate sempre di più, mentre si sta delineando l’amara verità che un mondo iper-tecnologico, pulito e perfetto, può essere a uso e consumo soltanto di un’esigua ritretta porzione di popolazione, che non arriva al miliardo, forse nemmeno alla metà, perché l’energia, i costi di produzione, e soprattutto lo smaltimento di materiali di rifiuto e di scarto non sono sostenibili se i sette miliardi di persone che popolano la terra potessero avere accesso a tali beni e servizi. Ne deduciamo che il futuro possa davvero evolvere, o meglio involvere, verso configurazioni distopiche.
Fortunatamente l’eterna lotta tra la spinta emancipatrice della storia e la volontà oppressiva di chi non vuol perdere i propri privilegi non ha conosciuto, né conoscerà, mai tregua, lasciando spazio a nuovi e spesso imprevedibili sviluppi… anche se al momento la storia è sprovvista di eroi.

(fonte immagine)

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