5825084919_559f8faa55_bDall’esterno si osservano i processi, dall’interno si vivono i contenuti. Una donna in piena fase di innamoramento è completamente immersa e sommersa dai contenuti da non badare assolutamente ai processi in atto.
Nessuno capisce l’immenso amore che sta vivendo, gli altri non possono sapere com’è lui davvero, lo guardano dall’esterno e lo giudicano senza conoscerlo a fondo. Mentre lei sì, lei lo conosce benissimo e sa quanto è meraviglioso, quante cose stupende le dice, quanti discorsi fanno, quante sintonie, telepatie, coincidenze assurde, e poi quei momenti pieni di passione, si sente che è amore vero.
E lui non è quel mostro come lo dipingono gli altri: -Problemi di droga? Ma no, qualche canna ogni tanto non ha mai ucciso nessuno; -Problemi di alcol? Ma dai, chi è che non esagera il fine settimana? -Esce con altre donne? Ma sono loro che lo importunano, lui poi è troppo gentile e non sa mandarle subito a quel paese, e poi un uomo non può avere delle amiche? -Gioca d’azzardo? Ma va là, qualche moneta ai videopoker che vuoi che sia! -Si dimentica di chiamare e non è sempre disponibile? Ma è impegnato, non posso disturbarlo ogni cinque minuti per sapere se mi sta pensando, lo richiamo tra dieci; -Non si decide a impegnarsi in una relazione fissa? Ha bisogno dei suoi tempi, non posso mettergli fretta, devo rispettarlo. E così via…
C’è sempre una giustificazione di contenuto per ogni osservazione sul processo.
Cos’è un processo? Il processo è lo svolgimento del contenuto che può essere variabile pur seguendo sempre lo stesso schema. Le trame dei romanzi per eccellenza riescono bene a far ruotare i contenuti, mai identici, intorno agli eterni processi che contraddistinguono l’animo umano.
Un esempio di come le stesse trame si dispieghino nel tempo, mentre i contenuti cambiano, è il film Cloud Atlas. In questo film dei fratelli Wachowski le dinamiche e i processi che muovono i personaggi sono: schiavitù, ingiustizia sociale, odio, vendetta, rivendicazione, libertà, riscatto, emancipazione, inganno, corruzione, pregiudizio, amore, paura, sessualità, arte, fratellanza, predominio, sete di potere, fama, aggressione, conquista, invidia, gelosia, vigliaccheria, coraggio, e possiamo continuare con tutte le sfumature delle passioni umane. I contenuti cambiano di molto: passiamo dalle culture tribali preistoriche ad una società futuristica bioingegneristica e iperavanzata tecnologicamente, passando per i secoli tra avvocati, musicisti, petrolieri, scrittori, ognuno con le proprie vite, i propri mestieri, le proprie competenze, i propri interessi, che si dispiegano nei corrispettivi contesti storico-culturali.
Così il tradimento è un processo e la modalità con cui si compie è il contenuto, la menzogna è un processo e il motivo della menzogna il contenuto, l’inganno è il processo e ciò per cui si viene ingannati il contenuto, e così via. Le dinamiche ancora più sottostanti sono: paura, insicurezza, aggressività, invidia, gelosia, bramosia, avidità, superficialità (mancanza di contatto con se stessi), odio, e tutti quei sentimenti di fondo che richiedono la messa in atto di un comportamento che danneggi l’altro.
Spesso le donne minimizzano i processi, non tengono minimamente conto delle dinamiche, ed esaltano e idealizzano i contenuti. Così un uomo dedito alla menzogna patologica diventa affascinante, attraente, bello da morire, pieno di qualità e virtù che solo lui ha (noi invece improvvisamente non abbiamo niente), è un professionista competente, è bravo nel suo lavoro, legge molto, sa tante cose, viaggia, conosce culture diverse, parla benissimo inglese, è esperto in tutto, sa come funziona qualsiasi aggeggio tecnologico, conosce molti locali, sa ballare, sa cantare, sa andare a cavallo, sa fare bene l’amore come nessun altro, ed è persino andato sulla luna.
Care donne invischiate in problemi di cuore, tenetevi pure i contenuti e continuate a trascurare i processi.

(fonte immagine)

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