picnic_712115 Ultimamente mi è capitato di sentire da diverse persone la seguente notizia: “Un cucchiaino di bicarbonato di sodio e un limone spremuto in mezzo litro d’acqua sono dei potenti antitumorali che fanno regredire persino un tumore in metastasi, ma questo nessuno lo dice perché il bicarbonato di sodio costa pochissimo e le case farmaceutiche non ci guadagnano”.
Così ho voluto sincerarmi della veridicità della notizia, e grazie ad un mio amico medico che ha controllato che non incappassi anche io in cavolate astronomiche non essendo esperta in materia, mi sono messa alla ricerca delle fonti di questa importantissima informazione che nessun telegiornale nazionale e nessuna testata giornalistica riportano come prima notizia per non nuocere alle case farmaceutiche.
Se si digitano su un qualsiasi motore di ricerca le parole “bicarbonato di sodio e limone” vengono elencati dei siti che riportano la notiza della ricetta anticancro: un certo quantitativo di acqua, bicarbonato e limone da miscelare e bere al mattino a stomaco vuoto (l’autore si prende lo scrupolo di avvisare che il rimedio non può sostituirsi al parere di un medico). Uno di questi siti riporta anche un’altra notizia: l’Università dell’Arizona ha dato il via alla sperimentazione sugli effetti del bicarbonato di sodio nella cura del cancro al seno.
Ma dalla prima alla seconda notizia c’è un abisso, e non si può usare la seconda a prova della prima, vediamo perché.
(Per una questione di scrupolo personale non ho messo nella sitografia l’indirizzo dei siti sopra indicati per non recare loro alcun danno d’immagine, dato che non sono assolutamente d’accordo sulla faciloneria con cui si pubblicano simili notizie).

Insieme ai siti che diffondono la ricetta anticancro ce ne sono molti altri che controbbattono la notizia. E così leggo che il medico che ha introdotto la terapia a base di bicarbonato di sodio è il dr. Tullio Simoncini, che nel 2003 è stato radiato dall’ordine dei medici per aver proposto una teoria pseudoscientifica del cancro e la conseguente cura a base di bicarbonato di sodio.
Vari articoli riassumono la storia di Simoncini, delle sue condanne, anche penali, e della fallacia della sua teoria e della relativa cura.

Un esperto del sito Medical Science afferma che sebbene la teoria di Simoncini sia falsa e la sua cura a base di bicarbonato grossolana ed inefficace, ciò non significa che il bicarbonato non abbia degli effetti antitumorali. E così si giunge all’unica notizia certa, quella della sperimentazione, nell’Università dell’Arizona, sugli effetti del bicarbonato di sodio nella cura di alcuni tipi di cancro e soprattutto sulle tecniche adatte al suo utilizzo (che non sono di certo un cucchiaino sciolto in mezzo litro d’acqua utile solo per digerire se hai mangiato pesante!). Stanno studiando una speciale risonanza magnetica che riesca ad individuare le zone più acide intorno al tumore e agire su di esse in maniera diretta e con gli opportuni strumenti e dosaggi.

E il limone? E la ricetta limone + bicarbonato in mezzo litro d’acqua da bere tutte le mattine a stomaco vuoto? Da dove arriva? Quale dottore, radiato o meno, l’ha mai prescritta? Nessuna fonte a riguardo.
Sul limone ci sono le classiche notizie sugli effetti benefici degli agrumi, e della frutta in genere, nel ridurre il rischio di sviluppare un tumore.

Per un ulteriore chiarimento il sito ufficiale dell’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) offre ovviamente un’ ottima delucidazione sul bicarbonato di sodio, sfatando le leggende metropolitane e facendo riferimento alla ricerca dell’Università dell’Arizona.

Innanzitutto vorrei chiarire un concetto: non c’è una scienza ufficiale (falsa e ingannevole) e una scienza non ufficiale (giusta ma scomoda). Esiste un metodo scientifico rigoroso, e in base al quel metodo una teoria o è vera o non lo è. Se la “scienza non ufficiale” riesce a dimostrare tramite un metodo rigoroso e ripetibile, fornendo dati reali, che una teoria è vera (o meglio non confutabile dagli odierni strumenti di verifica), non c’è nessun bisogno di classificare due tipi di scienza.
Purtroppo molte teorie non potranno mai essere sperimentate per mancanza di fondi, e molte intuizioni brillanti non avranno possibilità di essere comprovate al momento. Ma la scienza non conosce ostacoli e la storia ci insegna che il progresso non si arresta davanti a nulla. Una scoperta davvero rivoluzionaria non rimarrà a lungo nel cassetto, è da sempre stato così; chi ha cercato di boicottare un’invenzione o una scoperta per tornaconti economici utilitaristici si è visto sorpassare da un treno in corsa mentre se ne stava al sicuro pensando che il mercato delle carrozze non conoscesse crisi.

Ovvio che la corruzione, la sete di potere, la dittatura della finanza, il monopolio illegale di alcune lobby ottenuto grazie a collusioni politiche, il neoliberismo fuori controllo, le “mazzette” delle case farmaceutiche ai ministri di turno per garantirsi corsie privilegiate nei bandi pubblici, o verso le associazioni medico-scientifiche per pubblicizzare un nuovo farmaco piuttosto che un altro, sono dei fatti innegabili e deplorevoli.

Ma al di là di una campagna di “marketing” scorretta, le case farmaceutiche non si sognerebbero mai di boicottare la salute degli uomini per poi vendere più farmaci per curarla. Le case farmaceutiche sono in concorrenza spietata tra di loro, così come i ricercatori e le università, guai a chi fa un passo falso, viene sotterrato in meno di un secondo. Questo è il campo in cui meno di ogni altro si possono pubblicare cavolate.

Anzi, forse si può anche qui, ma a pagamento, come ha dimostrato un’operazione sotto copertura di un biologo molecolare collaboratore della rivista Science che ha dimostrato come le riviste scientifiche on line open access, accessibili più o meno gratuitamente a tutti, pubblichino anche ricerche grossolane senza controllarle, basta saldare il bonifico (paga il ricercatore per farsi pubblicare un articolo). La ricerca-bufala è stata inviata a 304 riviste on line e ben 157 l’hanno pubblicata senza controllare i dati: la finta ricerca era costellata di errori che qualsiasi recensore con una conoscenza in chimica di quinta superiore avrebbe potuto facilmente riconoscere e cestinare.
Ma le bugie hanno le gambe corte, e le notizie farlocche hanno vita breve, tranne che per i laureati in ignoranza scientifica che le rendono immortali.

Sitografia

Nota: ho scelto i siti più chiari e significativi tralasciando gli altri che comunque esponevano le stesse tesi.

(fonte immagine)

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