8331000851_87625f921e_b
Non sempre il capo è un anziano signore taccagno e irascibile, oppure un signore di mezza età dalla pelle unta e viscida come le sue intenzioni, a volte può essere un bel ragazzo, dal sorriso smagliante e un carattere gioviale, e non innamorarsene per una sottoposta è praticamente impossibile, tutte ci sognano sopra, e lui ovviamente lo sa.
Il giovane capo (in alcuni casi anche il vecchio) ha sempre il suo fascino, un fascino direttamente proporzionale all’importanza della sua azienda nel settore di riferimento. Più è importante la sua impresa più il fascino del potere è grande, il fascino di chi sta in alto, di chi ha decisioni importanti da prendere, di chi ha carattere, di chi può disporre di un certo tenore di vita. Insomma le scintille dei piani alti da sempre hanno ammaliato orde di segretarie dalle pupille dilatate che fantasticano dichiarazioni improvvise da parte del loro affascinante capo, inservienti che passano il mocho seguendo con lo sguardo strasognato il capo che esce dall’ufficio con la ventiquattrore tenuta ben salda e il paltò appoggiato sul braccio, correttrici di bozze che tra un punto e una virgola sperano di far innamorare il capo con una correzione sensazionale. Insomma le favole, i romanzi e i film d’amore spesso rispolverano questo tema classico lui capo/lei dipendente che anima da sempre le fantasticherie femminili.
A volte però i sogni diventano realtà e il capo carismatico desiderato da tutte si accorge di lei, la sua sottoposta, la più carina, la più rampante, la più spregiudicata, la più intraprendente, insomma lei, non tu! Lei, che mentre tu sognavi discorsi profondi e amore eterno, ha pensato bene di trovare una bella scorciatoia per far carriera: le luci della ribalta si accendono mentre si spengono quelle della borgata. Lavorare con lui, decidere con lui, parlare con i clienti, avere una voce in capitolo nelle scelte, organizzare il lavoro degli ormai ex-colleghi, locali rinomati, cene da gourmet, viaggi nelle spiagge più esotiche, appartamenti in centro, e tanta voglia di vivere finalmente al 100% la vita, quella vera, quella che conta. Ma il capo bello e affascinante è anche un compagno sincero e fedele? Ma questo non conta, accettare l’infedeltà è un dazio da pagare per restare nella stanza dei bottoni.
Eppure lei è più sincera di noi, spiacevole verità dura da digerire. Il capo sceglie sempre quella che noi giudichiamo un’arrampicatrice sociale, mentre noi piccole fiammiferaie fuori al freddo e al buio, restiamo con i nostri piccoli fiammiferi con cui vorremmo incendiare la sorellastra cattiva che ci ha soffiato il principe (che ovviamente ha preferito lei a Cenerentola). Noi avremmo potuto insegnargli la vita, noi avremmo potuto riorganizzargli l’azienda, noi avremmo potuto fargli vedere quali sono i valori che veramente contano nella vita, e insieme avremmo potuto costruire un impero ancora più grande. Grandi cose si potevano fare come fidanzata del capo. E invece no, lavoriamo per un semplice stipendio pensando a chissà quale altra occasione potrà mai ricapitarci così da vicino per approdare ad un successo senza gavetta, ehm scusate, no, per vivere un’autentica storia d’amore!

(fonte immagine)

Annunci