10562936885_804bee6822_bUn amore sbagliato, o meglio, una relazione con la persona sbagliata, lascia dentro di sé soltanto l’amaro senno del poi: se l’avessimo saputo prima quello che sappiamo ora ci saremmo risparmiate tante lacrime disperate, tante notti insonni, tante frenetiche attese, tante speranze disilluse e tanti sogni infranti.
Quando il suo disinteresse viene smascherato dalle nostre pressanti richeste di chiarezza (perché finché non ci sbattiamo la faccia e non ci facciamo male sul serio la nostra ostinanzione non molla l’osso) finalmente la benda rosa con la quale ci siamo fasciate gli occhi viene squarciata e la delusione ci offre una grande opportunità: vedere chi è lui e soprattutto vedere chi siamo noi.
Smaltita la rabbia e le accuse verso colui che non ha saputo amarci come meritiamo, iniziamo a capire che qualcosa non va in noi: il potere di ferirci non è un potere esterno (a meno che non si tratti di sequestro di persona), ma è un potere interno che deleghiamo ad altri, un lavoro sporco che commissioniamo ad un mercenario professionista; più che un incontro vittima-carnefice, è un affare tra chi compra e chi vende; il nostro copione si incastra sempre con un copione complementare, se cerchiamo la disconferma del nostro valore contratteremo con un narcisista che fa dell’altro un prodotto usa e getta a proprio esclusivo uso e consumo.
Ed ecco che scaturiscono tutte quelle domande che non sono più rivolte al perchè lui non ci abbia amate, ma al perché noi l’abbiamo amato:

  • Come abbiamo potuto credere per un solo istante ad una persona la cui delusione ci ha rivelato la sua vera natura fredda e ipocrita?
  • Come abbiamo potuto passare mesi tormentati dietro ad un soggetto al quale una persona normale dopo un semplice “ciao” avrebbe già troncato la conversazione?
  • Come abbiamo potuto sognare una vita insieme ad un individuo che ci ha trasformato la vita in un incubo già dopo la prima settimana?
  • Perché non abbiamo capito prima?
  • Perché non ci siamo fidate di quella dissonanza che avvertivamo e che la nostra ingenuità eccessiva riappianava con ogni sorta di giustificazione?
  • Perché abbiamo coperto quella stonatura evidente con la musichetta perenne della marcia nuziale?
  • Quale mostro abita in noi per aver riconosciuto in un altro mostro la sua anima gemella?
  • Quale “io” parassita, dipendente, autolesionista, ha rincorso così ostinatamente l’infelicità dietro esseri che riescono a renderci miseramente insicure e ansiose?
  • Cosa avevo al posto del cervello?
  • Che tipo di cuore ho?
  • Come è possibile che io sia stata così suggestionata da un individuo che ha il carisma di un venditore di folletto porta a porta?
  • “Come ho potuto?”

Queste domande sono i doni degli amori fasulli frutto dell’incontro tra un illusionista e una bambina che crede nelle favole perché la realtà che ha sperimentato era povera d’amore e di serenità. Ma la mente registra ciò che abbiamo vissuto e non ciò che vorremmo che accadesse, e se abbiamo vissuto esperienze di mancanza andiamo proprio a cercare la ripetizione di ciò che conosciamo meglio (una sorta di risparmio energetico).
La motivazione ad indagare dentro noi stesse, alla scoperta di ciò che ci attrae verso una tipologia di uomini, è quanto di meglio possiamo regalare a noi stesse. Alla fine ringrazieremo persino il povero amatore seriale che ci ha fatto un gran favore, mentre lui, ignaro di tutto ciò che lo riguarda interiormente, passa all’ennesima vittima che lo ha contattato, e per la quale ora nutriamo profonda empatia e compassione: a lei toccherà quanto è toccato a noi. Chissà se le capiterà la stessa fortuna di porsi le stesse domande introspettive? Quando abbiamo compreso il nostro dramma diventiamo solidali con le altre donne, e non competitive per un premio che in realtà è la peggiore delle punzioni.
Il senno di poi si è trasformato in senno di prima e vedere certi uomini per quello che sono, e non per ciò che sogniamo, è segno della maturità raggiunta.
Ma la sorpresa più grande deve ancora arrivare: quando noi siamo pronte per una relazione positiva e costruttiva, quando siamo pronte ad assumerci la responsabilità del reale, e non l’irresponsabilità dell’irreale, quando abbiamo smesso di ritenere attraente l’ambiguo e il misterioso, ecco che appare l’uomo della nostra vita, che non coincide quasi mai con l’anima gemella che avevamo in mente, frutto del vecchio copione rottamato. È qualcosa di diverso, qualcosa che non ci saremmo mai aspettate, qualcosa che ha il sapore del vero, non della bugia scambiata per fascino. Ad un primo momento ci sembrerà strano, abbiamo talmente amato la frenesia che ci metteva addosso la menzogna che dobbiamo abituarci alla calma e alla tranquillità che ci trasmette una persona sinceramente innamorata.

(fonte immagine)

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