6735613503_543404f848_bOgni volta che scrivo di problematiche sentimentali spesso mi pongo sempre dal punto di vista di coloro che vivono una relazione “instabile” con un lui che non vuole impegnarsi più di tanto, oppure una relazione “sotterranea” con un lui già impegnato con un’altra; esamino sempre le motivazioni di donne che sognano che lui lasci la sua lei ufficiale così da poter vivere finalmente alla luce del sole la loro fantastica storia d’amore fatta di un amore pulito che più pulito non si può (con sbiancante e scioglimacchia incorporato). Non ho mai considerato la prospettiva di chi calca la scena, della protagonista ufficiale, di quella che vive alla luce del sole la sua storia d’amore forse un po’ ingrigita (magari non ha lo sbiancante incorporato la poverina), ma alla fine basta mettere un bel coprimacchia e chi se ne frega del cotone sbiadito?
Non so come possano funzionare le coppie che non parlano sapidamente, che non hanno un’intimità mentale oltre che fisica, che non condividono i propri dubbi e le proprie paure più profonde insieme alle certezze e alle speranze più vivide, che non discutono mai nell’indifferenza più completa o che discutono per ogni piccolo particolare in un’estenuante gara a chi è più forte, che non mettono in comune i propri traguardi e i propri fallimenti, che se ne stanno lì a vivere la loro vita coniugata-male in una catena di doppi e tripli ricatti morali per poi trovare altrove un po’ di sollievo, chi nello shopping chi nelle avventure fuori porta! Eppure vanno avanti, eppure si fanno regali importanti a Natale, anniversari, compleanni e ricorrenze varie, e fanno viaggi romantici insieme, magari appena dopo aver salutato l’amante con la solita frase: “Quello che più vorrei al mondo è passare il Natale con te amore, ma purtroppo devo andare con lei, ti prometto che la lascerò al più presto, devo finire di sistemare prima alcune cose.”
Da quel che ricordo, e lo ricordo molto bene dato che lo vivo ogni giorno, essere impegnate in una relazione stabile vuol dire qualcosa di completamente diverso: non vuol dire conoscere tutto del proprio partner,  né passare la maggior parte del tempo insieme; non vuol dire avere gli stessi interessi, magari alucni saranno in comune e altri no, né avere gli stessi svaghi, alcuni piacciono solo a lei e altri solo a lui, ma di certo è naturale sapere dove si trovi il partner (fidanzato, compagno, marito) in un dato momento: non è difficile, né frutto di un iper-controllo, è soltanto normale sapere il tipo di vita che svolge la persona che abbiamo al nostro fianco, il tipo di professione, le tipiche attività, i giri di routine e quelli extra, gli impegni più assidui, i passatempi preferiti. Ci si accorge all’istante quando qualche spostamento è di troppo ed è giustificato “come se fosse antani”, se il telefono è sempre lasciato distrattamente da qualche parte, se non prende mai, ma proprio mai, in certi orari, se lui accampa”distrazioni” sempre con la solita giustificazione “è un periodo stressante a lavoro”. E se per giunta non si sa un tubo circa la sua professione o la considerate troppo complicata da capire allora io mi chiedo: tu donna che stai con un uomo che ti ritiene una cretina che cammina su tacco 12, che non ti percepisce abbastanza intelligente da comprendere il suo tipo di lavoro (manco fosse un ingegnere nucleare), che non ti ritiene all’altezza da condividere con te i suoi pensieri, le sue idee, le sue preoccupazioni, i suoi progetti, che ti risponde infastidito se insisti un po’ di più, che ti manda a quel paese per scaricare ogni suo nervosismo, che non ti fa sapere dove sta e con chi, che si mantiene sul vago, che ti risponde al telefono solo quando può (e non si sa mai con certezza quando può e quando no), tu che non lo senti vicino (perché se ti tradisce non puoi sentirlo in alcun modo vicino) ma continui a pensare che se sta con te è perché vuole stare con te, tu che non capisci i motivi della sua distanza, tu che ti fai andare bene tutto purché tutto vada bene; a te donna tradita che ti fai calare tutto questo e nel peggiore dei casi riesci persino a digerirlo senza farti venire l’acido, io ti chiedo: ma lo sai e fai finta di niente purché un’altra povera crista come te non ti rubi il tuo pessimo uomo infedele che nessun’altra donna sana di mente vorrebbe mai al suo fianco, oppure non lo sai e sei felice di tuo perché la natura non ti ha dotata della capacità critica dell’intelletto tanto necessaria per capire e interpretare correttamente la realtà che ci circonda?
Cosa cerchi in una relazione di facciata? Chi è che vuoi tenerti stretto? Lo conosci? Sei sicura? Cos’è l’amore? Ah sì, per te l’amore é dover sempre sentirsi dire “mi dispiace”, è quella bellissima sensazione di quando lui è lì prostrato ai tuoi piedi a chiedere scusa alla mamma dopo aver combinato l’ennesima marachella. Ma tu, da brava mamma morbosa e possessiva, lo perdoni e te lo riprendi purché nessuna “sciacquetta” te lo porti via. La differenza è che lui non è tuo figlio, né tanto meno tuo padre di cui eri tanto innamorata da bambina, ed eri costretta a condividerlo con la mamma! Caro Freud, in questi eterni casi di isteria femminile come darti torto? Quanto c’avevi ragione!

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