Je suis 2L’attentato alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha dato il via al meglio del peggio del tripudio dell’opinionismo. Chi ha ragione, chi ha torto, cosa è condannabile, cosa non lo è, quali e quanti distinguo, proclami anti-islam, no a proclami anti-islam, incitamenti all’intolleranza, inviti alla tolleranza: occorre essere forti? Occorre mitigarsi? Più dialogo? Meno dialogo? Rispondiamo al fuoco con altro fuoco? Fermiamo il fuoco per non alimentare altro fuoco? I musulmani sono cattivi? I musulmani sono buoni? I musulmani sono un po’ buoni e un po’ cattivi? Vogliono la guerra? Vogliono la pace? Ma che cavolo c’è scritto dentro ‘sto corano, li devono uccidere gli infedeli sì o no? Ma ovvio che nooo (gli islamici moderati), ma ovvio che sììì (gli islamici fondamentalisti), ma ovvio che niii (gli islamici). Ma ovvio che boooh (gli Europei).
Fatevi un’opinione se ci riuscite:
– C’è tutta una parte della destra europea che vorrebbe alzare i muri, mettere barriere nel Mediterraneo (tipo le paratoie del MOSE in assetto marea perenne), chiamare l’esercito per le strade, la marina militare, l’areonautica militare, l’agenzia spaziale europea, chiudere tutte le moscheee d’Europa, rimpatriare tutti i musulmani, ripristinare la pena di morte, e che più nessun musulmano osi mettere piede in Europa per venire qua a procreare la vostra stupida stirpe che alleverete con gli agi della civiltà liberale che poi insegnerete loro ad odiare: noi qua e voi là finché il cervello non vi si apre!
– E poi ci sono i centristi classici che rispolverano Oriana Fallaci solo in queste occasioni, che criticano la religione islamica perché repressiva e violenta ma non si accorgono che le parole della Fallaci sono più rivolte allo stato flemmatico in cui è caduta la civiltà occidentale e in cui ripiomberanno appena l’assalto mediatico su questa notizia andrà scemando.
– E poi ci sono i neo-centristi dell’ex-sinistra tutti intenti a non offendere l’Islam moderato che va distinto dall’Islam terrorista e la prova è che il poliziotto che hanno ammazzato era musulmano, “morto per difendere chi offendeva la sua religione” (poi magari ci spiegheranno che razza di sillogismo hanno assemblato per giungere a quesa conclusione!).
– E poi c’è una parte della stupighentia europea che “sì, è condannabile, ovviamente, però la satira fino a che punto si può spingere? Un po’ se la sono pure cercata, no?”.
– Poi c’è una parte del neosessantottismo “love peace peace love” del nuovo millennio (quello che è rimasto del vecchio fancazzismo tatuato Che Guevara) che sono antiamericani a prescindere, e quindi “perché tutto ‘sto polverone per l’attentato a Charlie Hebdo e nessuna indiganzione per l’uccisione di 17 giornalisti palestinesi da parte degli Ebrei nel 2001-2014 (o giù di lì)?”.
– E non possono mancare i complottisti moderati che gridano alla false flag: troppe incongruenze, e che cavolo, come può essere così semplice andare in una redazione di un giornale in una delle principali capitali europee e sparare? e poi lasciare la carta d’identità in macchina, e poi non essere fermati dopo due isolati?
– E poi il complottismo estremo: era tutta una messinscena, non c’era sangue né contraccolpo, si sono finti morti (e adesso sono tutti alle Bahamas sotto falsa identità, insieme a Jim Morrison e Bob Marley).
– E poi ho dimenticato qualche altra decina di centinaia di opinioni diverse (non ho avuto il tempo di leggerle e ascoltarle tutte) disposte lungo un continuum di tutte le sfumature del forse: dal “forse sì” al “forse sì ma un po’ no”, dal “forse no ma un po’ sì”  al “forse no”, tutte intercalate dal “dipende”.
Ho la sensazione di essere sballottolata dentro un flipper e ad ogni sponda uno mi dice una cosa diversa che è il semi-contrario del quasi-tutto. Ciò che ascolto mi fa percepire chiaramente il circolo vizioso nel quale è sprofondata la cultura decadente di un occidente stanco di sé e annoiato, che fa commenti solo perché ormai ha imparato a leggere e scrivere da un pezzo, che condanna la violenza (ma attenzione a non condannarla troppo), che condanna le cause che generano la violenza (ma attenzione perché sono ipotesi), che condanna se stessa come sonnecchiante tra uno sbadiglio e un occhio chiuso e uno aperto. Entusiasta della civiltà liberale raggiunta, ma nostalgica di un valore per cui valga la pena, se non morire, almeno vivere (ma anche qui “dipende”).
Ci siamo accartocciati dentro un periodo vuoto di qualsiasi spinta innovativa dello spirito, tutto è stantìo, ammuffito, e bene che vada vomitevole, e io oltre che guardare con rabbia, o non guardare per altrettanta rabbia, i sassolini che schricchiolano contenti sotto le pesanti ruote del neoliberismo – tutti quegli spettacolini ipocriti con cui condiscono la nostra mis-coscienza – e poi scrivere queste riflessioni di spettatrice incredula, proprio non riesco a fare. Certo ho il web, questa gigantesca cassa di risonanza che bene che vada raggiungerà i lettori del mio pianerottolo social (facevo prima ad aprire la finestra e parlare con i vicini da balcone a balcone).
Non solo lo stato liquido di una società di tal fatta mi ha contaminata per forza di cose (sono nata in questo periodo storico e ne ho assorbito lo zeitgeist) ma mi sento contaminata anche dallo stato liquefatto e liquamoso che mi dà la nausea, ma magari fosse quella sartriana, la mia è una nausea piccola, una nausea di questo stare al mondo in maniera così relativizzata e particolaristica, abbiamo perso gli assoluti e persino davanti ad un attentato terroristico non sappiamo più dove si trovi il bandolo della matassa, non sappiamo più cosa sia giusto pensare, non sappiamo più se ciò che è giusto pensare sia giusto a metà o sbagliato per un quarto: sensazioni presuicidarie di una civiltà che sta inalando monossido di carbonio già da un bel po’.

Ah dimenticavo, la mia personale opinione: un po’ c’hanno ragione le destre, questi vengono qua e tra poco ci ricoprono, e i moderati di centro fanno bene a farsi sentire, la nostra è una socieltà più civile e dobbiamo andarne fieri; però in effetti a sentire i centristi dell’ex-sinistra occorre fare delle distinzioni, l’integrazione e lo scambio culturale è sempre positivo, non dobbiamo diventare razzisti e islamofobi. E poi a ben vedere sì, è sempre colpa degli Americani, nessuno che difende i Palestinesi di Gaza. E se proprio vogliamo scendere nei particolari e la smettiamo di fare gli ingenui non vi sembra strana tutta la dinamica dell’attentato? Secondo me ci sono le lobby euro-americane che hanno organizzato tutto con l’aiuto della CIA. E mi viene il sospetto che sotto sotto ci siano gli illuminati dell’élite mondiale che cercano di creare disordine per instaurare il nuovo ordine mondiale.

È difficile crearsi un pensiero abbastanza coerente davanti a certi eventi così incomprensibili per noi pantofolai beneficiari delle idee di democrazia e libertà nate dalla rivoluzione francese. Delle persone dotate di talento, creatività, intelletto, sagacia e ironia hanno perso la vita per cosa?

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