5503412532_96aef50851_bCosa c’entra la difesa della famiglia tradizionale con la diffusione di una corretta cultura dell’orientamento sessuale nelle scuole? Protestano, con il pretesto di difendere la famiglia tradizionale, contro l’iniziativa di introdurre, a partire già dalla scuola primaria, l’educazione di genere al fine di fornire una piattaforma culturale che possa contrastare l’omofobia e la discriminazione sessuale. Ma al prossimo ragazzino che si suicida perché preso in giro dai compagni di scuola per la sua “diversità” tutti pronti a denunciare l’arretratezza culturale dell’Italietta bigotta e antiquata. E come si pensa di poter contrastare l’omofobia se proprio “la famiglia tradizionale” mette al bando qualsiasi iniziativa volta a prevenirla? Se non se ne può parlare? Se viene ancora considerato un tabù che può condizionare negativamente le piccole menti? E invece come mai i bambini imparano alla svelta come discriminare e inveire contro coloro che già prima della pubertà percepiscono come “diversi”, dove hanno imparato a ridicolizzare ed emarginare questa “diversità” se non in famiglia visto che a scuola non se ne può parlare?
L’Organizzazione Mondiale della Salute ha definito le varie forme della sessualità (eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale) come normale sviluppo della sessualità: normale, non patologico! Le terapie riparative (che cercano di riparare il presunto danno alla base dell’omosessualità) sono state messe al bando e in Italia, come in molti altri paesi, sono considerate illegali. Non c’è nessun danno da riparare perché il danno non esiste. Molti grandi scienziati, artisti, scrittori, musicisti, attori, registi, hanno dovuto pagare lo scotto non solo del pregiudizio, ma persino della condanna per il reato di omosessualità. Gli stessi scienziati e artisti che paradossalmente, decenni dalla loro morte, sono stati insigniti dei più alti riconoscimenti di stato.
La difesa della famiglia tradizionale va incentrata sulla caduta di valori e principi interiori, e non opprimendo il diritto di vivere liberamente la propria sessualità secondo il modo in cui la natura ha scelto (la natura, non la malattia, né la perversione). 17091635505_97db3f109c_b
Quali valori si sono persi e quali disvalori si sono acquisiti che hanno contribuito allo sfaldamento della famiglia tradizinale?
Primo tra tutti la fedeltà (e parlo di libertinaggio spicciolo, non di temi seri come la violenza domestica): famiglie stracciate perché un tale su fb sciorina frasi romantiche ad una lei frustrata e sognatrice che attende ancora il principe azzurro, quello giusto, e non il buzzurro del marito, con il quale ha accontentato mammà e papà che la volevano sposata/ è fuggita da mammà e papà che la opprimevano/ ha fatto dispetto a mammà e papà che lo giudicavano malamente; oppure per i maschietti le tette più grosse e più sode di quelle della propria moglie per le quali vale la pena sgretolare una famiglia!
In secondo luogo la cultura del consumismo, che nonostante la crisi imperante non accenna a diminuire: oggetti cult che non si possono non avere, e se non ci sono è colpa del partner, o perché guadagna poco, o perché spende troppo; lei è le sue spese estetiche folli, lui con le sue auto, moto, sport amatoriali con annessi e connessi, nessuno vuole rinunciare a nulla e intanto l’economia domestica cola a picco!
Terzo le dipendenze: da sostanze, dal gioco, da internet, dalla forma fisica, dal cibo (in entrambi i sensi), dal sesso, dalla pornografia, ecc. Guai a scoprire gli altarini e a frugare negli armadi in cerca di scheletri, il nostro amato partner potrebbe trasformarsi in un gelido essere privo di sentimenti.
Quarto la comunicazione, da cui i punti uno e due: non si parla più in maniera intima, ma si inveisce, si litiga, si riversano colpe su colpe, recriminazioni, accuse, e si fugge verso altre consolazioni. Ma nulla può sostituire la mancanza di una propria stabilità affettiva interna: né mille partner diversi, né mille oggetti cult diversi, né mille dipendenze diverse.
A questi fattori negativi se ne aggiunge, per fortuna, un quinto positivo, per il quale è doveroso divorziare e difendere i propri figli: l’emancipazione della donna, non più obbligata a sottostare alla dittatura del padre prima e del marito poi, non più costretta a mandar giù a testa bassa tutte le volgarità, brutalità, bestialità di un marito al quale è concesso tutto, persino la violenza. Ciò che oggi è considerata patologia (il primato dell’uomo e la sottomissione della donna) poco più di cinquant’anni fa era la norma.
Quindi perché aggredire il pacifico bue per difendere l’agnello lasciando il famelico lupo libero di circolare? Cosa si nasconde dietro la paura dell’omosessualità? I loro diritti non tolgono diritti alla famiglia tradizionale. Certo8898295810_fddf9334bd_b la natura ha scelto i cromosomi XX e XY per riprodursi, ma grazie a Dio siamo esseri umani dotati di geni che ci permettono di esistere, di pensare, di parlare, di amare, ma non ci dicono come vivere, come pensare, cosa dire e sopratutto come e chi amare! All’uomo è concessa una libertà in più, perché negarla? Abbiamo paura che la natura non faccia più il suo corso? Ma forse nella sua intelligenza intrinseca proprio la natura sta scegliendo modi diversi per far sì che l’uomo possa far crescere i propri figli in una maniera alternativa visti i risultati della maniera tradizionale!

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